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Nascono i distretti

Tutelare e promuovere le attività commerciali di prossimità in tutte le loro forme, negli ambiti comunali e sovracomunali: è l’obiettivo che la Regione Piemonte si è posta nel 2006 modificando la LR 28/99 e individuando per la prima volta nuovi soggetti territoriali operativi definiti “Distretti commerciali” ai quali affidare quei compiti.
I Distretti del commercio nascono come strumento di sviluppo del territorio, portatori – a differenza dei distretti dell’industria, che hanno fornito l’idea di base, ma che non sono sembrati in grado di adattarsi alle problematiche territoriali del Terziario – della capacità di coinvolgere settori diversi, dall’artigianato alla cultura, al turismo.
La necessità di individuare dei criteri per l’istituzione dei distretti che si adattassero a situazioni territorialmente differenti ha reso tuttavia necessario l’avvio di una fase di sperimentazione e, a questo scopo, la Regione ha individuato due aree “pilota”: il Vercellese e il Novese. Questa scelta è stata dettata da precise ragioni riconducibili, per quanto riguarda il Vercellese, a diversi studi dai quali emerge che quest’area denota una serie di peculiarità negative, anche di ragione storico-economica, che la costringono ad uno sviluppo disarmonico sia dal punto di vista territoriale sia dal punto di vista commerciale. In particolare, le indagini condotte hanno evidenziato da una parte il rischio elevato di desertificazione commerciale e di accentrata polarizzazione, dall’altra il disequilibrio tra la crescita della distribuzione moderna (centri commerciali, supermercati, ecc.) e la distribuzione tradizionale.
Da qui la scelta del Vercellese quale area significativamente rappresentativa per condurre la sperimentazione del Distretto commerciale inteso come “organismo istituzionale ed economico con ruolo di attrattore degli interessi economici, di promozione, di sviluppo e di governo del territorio” (Deliberazione GR N. 45-3566 del 2/8/06). Il Novese è pure rappresentativo di una situazione di disequilibrio, ma per ragioni opposte a quelle evidenziate dal territorio vercellese, e questo soddisfa il criterio di scelta delle aree di sperimentazione adottato dalla Regione: aree con problematiche differenti, ma che necessitano entrambe di una programmazione commerciale che si adatti alle specifiche peculiarità territoriali.
All’interno del Distretto, l’organizzazione dei lavori si articola principalmente attraverso un Tavolo di concertazione, presieduto dall’assessore regionale al Commercio e al quale partecipano i sindaci dell’area di programmazione, la Camera di Commercio e le Associazioni di categoria più rappresentative del settore commerciale.
Fanno parte del Distretto vercellese del commercio la Città polo di Vercelli, quale comune attrattore, e i comuni di Asigliano Vercellese, Borgo Vercelli, Caresanablot, Desana, Lignana, Olcenengo, Prarolo, Salasco, Sali VErcellese, Villata e Vinzaglio.

vedi anche:
  > Il Distretto "Terre del riso"
  > Le quattro stagioni

 
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